domenica 26 luglio 2009

Lettera a Mabel

Salute Mabel, mia unica e cara sorella.
Ti scrivo dal Daino Rosso, una nave che mi sta portando ad Ilipur.
I libri di avventure non scrivono certe cose: è scomodo dormire sul legno.
E’ fredda l’aria della notte, con un leggero mantello addosso.
La gola geme, quando le mancano i cibi prediletti.
Sono sola e non ho gioia. Ma spero che tu stia bene anche per me.
Nei libri si parla di eroi e coraggio, dignità e fierezza;
perché io sono stata disprezzata per aver chiesto del rispetto?
Mio padre e mia madre non mi amano più, perché?
La mia speranza è che il tempo doni loro un po’ di saggezza..
Dopo la mia partenza è cambiato qualcosa?
Sugli alberi crescono ancora frutti deliziosi?
Le vacche producono ancora latte?
I merli cantano ancora?
O si sono zittiti, presagendo l’ombra che ora possiede la Farnia Rossa?
Dopo la mia partenza, niente più mi tocca.
Ma ho udito le parole di un ramingo, alte e simili a note,
egli cantava:
“Indaco è il cielo,
gialle le foglie,
l’aria sottile, fresca come la spuma delle onde dell’oceano,
rapita dal silenzio, una quiete che strappa sorrisi.
Fharlanghn è qui!
Sere d’inverno attorno ad un fuoco,
cielo viola, tempestato di neve,
pietra su pietra,
le lande cantano,
di una calma irreale.
Fharlanghn è con noi..”
Fredda è la notte, Mabel.. Pesante è il silenzio, la fame morde:
vidi mai un buio simile?
Prenditi cura di Imagar, e non pensare a me;
Possa Fharlanghn prendersi cura di Alara.

Alara GoldRiver

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