giovedì 27 agosto 2009

Seconda lettera a Mabel

Cara sorella,
sono stata incauta, nella mia lettera, a scriverti dove mi trovavo.
Quattro uomini mandati da nostro padre mi hanno trovata e inseguita, braccata per molti passi, finchè il fiato quasi non mi è mancato.. e in quel momento l’ho incrociato sulla mia strada, quando non avevo più speranza di libertà. Un uomo alto e possente, tra la folla, ha accolto la disperata richiesta di aiuto che lanciavano i miei occhi: si chiama Arhiman.
Il suo mantello rosso cremisi è stretto con una strana e deliziosa fibula, unica e mai vista prima d’ora, che rappresenta una divinità a noi sconosciuta. Dice di venire da un altro piano di esistenza.
Con le sue possenti spalle ha buttato per terra uno degli uomini, e gli altri si sono dimenticati per un lungo attimo della mia esistenza, Mabel.
Mi ha presa per mano e mi ha portata con sè, in una lunga ma fortunata fuga, grazie alla quale ci siamo lasciati alle spalle gli odiosi mercenari. Ti farà piacere sapere, sorellina, che conservo ancora gelosamente il mantello nero che mi hai donato prima di partire.
Non angustiarti per me, perché con Arhiman viaggio al sicuro. La sua spada è lesta e letale, e sembra avere una intensa predilezione per me, perché assomiglio a qualcuno che conobbe, anche se non ho ben capito di chi si trattasse.
Sto imparando a combattere, e a scappare veloce come il vento, del quale sono molto più silenziosa.
Non stare dunque in pena, Mabel; mangia a sazietà, godi del tuo letto, ammira i prati di Arabel per me, ed io ti racconterò di ogni meraviglia che vedranno i miei occhi, proprio come i libri che ti leggevo alla Farnia.
Fharlanghn è con me.

Alara GoldRiver

domenica 26 luglio 2009

Lettera a Mabel

Salute Mabel, mia unica e cara sorella.
Ti scrivo dal Daino Rosso, una nave che mi sta portando ad Ilipur.
I libri di avventure non scrivono certe cose: è scomodo dormire sul legno.
E’ fredda l’aria della notte, con un leggero mantello addosso.
La gola geme, quando le mancano i cibi prediletti.
Sono sola e non ho gioia. Ma spero che tu stia bene anche per me.
Nei libri si parla di eroi e coraggio, dignità e fierezza;
perché io sono stata disprezzata per aver chiesto del rispetto?
Mio padre e mia madre non mi amano più, perché?
La mia speranza è che il tempo doni loro un po’ di saggezza..
Dopo la mia partenza è cambiato qualcosa?
Sugli alberi crescono ancora frutti deliziosi?
Le vacche producono ancora latte?
I merli cantano ancora?
O si sono zittiti, presagendo l’ombra che ora possiede la Farnia Rossa?
Dopo la mia partenza, niente più mi tocca.
Ma ho udito le parole di un ramingo, alte e simili a note,
egli cantava:
“Indaco è il cielo,
gialle le foglie,
l’aria sottile, fresca come la spuma delle onde dell’oceano,
rapita dal silenzio, una quiete che strappa sorrisi.
Fharlanghn è qui!
Sere d’inverno attorno ad un fuoco,
cielo viola, tempestato di neve,
pietra su pietra,
le lande cantano,
di una calma irreale.
Fharlanghn è con noi..”
Fredda è la notte, Mabel.. Pesante è il silenzio, la fame morde:
vidi mai un buio simile?
Prenditi cura di Imagar, e non pensare a me;
Possa Fharlanghn prendersi cura di Alara.

Alara GoldRiver

sabato 25 luglio 2009

Addio alle porte di Suzail

Siamo arrivati, Imagar.
Ora una nave mi porterà al di là del mare dei Draghi..
No, non posso portarti con me.. tu devi tornare a casa, ora.
Mabel ti aspetta; io la affido a te.
Potrai di nuovo gustare le mele che a me sono state precluse.

Fredda è la notte per me, adesso; ma non lo sarà più per te.
Voglio che ti giri e torni a casa, Imagar.
La tua criniera sarà di nuovo lucente e senza macchia.
No, non puoi seguirmi, devi fare come ti dico.
Ti raccomando al re di tutte le creature, bianco amico.

Alto è il sole, alle porte di Suzail.
Non è un addio, Imagar, perché tornerò da Mabel tra molte lune,
e allora mi prenderò ancora cura di te, bene mio.
Ma ora vai! E non voltarti, continua a correre..
Adesso, sono davvero sola.

venerdì 24 luglio 2009

Le primavere di Arabel

Imagar ascolta: ricordi le dolci primavere passate alla Farnia Rossa?
Quando ero bambina non mi è mai mancato niente,
e correvo nei vigneti di mio padre, ascoltavo storie di pirati, vestivo di seta.
Durante cinque e dieci anni, sono stata felice.
Poi sono cresciuta, e Waukeen si è impossessata della mia famiglia,
spietata, impietosa, gelida.

Imagar, ricordi le cavalcate che abbiamo condiviso,
sulle verdi colline a nord di Arabel?
Allora non avevo pensieri.. e tu avevi tutto il fieno e le carote che desideravi.
Leggevo racconti di eroi, studiavo tomi di storia,
mi saziavo di ogni delizia del Cormyr, ballavo e indossavo vesti di raso rosso.

Ascolta Imagar, ricordi i meli sotto la collina azzurra?
I loro frutti erano color del tramonto e gustosi come il dolce più buono..
Ho visto tante primavere e ascoltato il canto di molti merli.
Ora il mio mantello è nero, gli stivali lisi, il mio volto è pallido,
non ho più riposi sereni, su morbidi guanciali di seta.
Lontano dalla Farnia Rossa, che cosa importa se una collina splende di zaffiro?